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Festa di San Martino

Pomezia, 13-11-2015, Hotel Enea

In quest'anno rotariano 2015-2016, il Presidente G. Martinelli ha introdotto una nuova occasione per stare insieme gradevolmente, ma senza dimenticare lo scopo degli incontri del Club: fare Rotary!

Questa serata, costruita sulla ricorrenza della festa di San Martino (11 Novembre) e del legame con la cultura del vino, aveva infatti lo scopo di sollecitare i soci e i loro ospiti a sostenere le iniziative della Rotary Foundation, in primis, la lotta contro la Polio.

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Il Presidente ha brillantemente raccontato la storia di Martino (316 d.C,) accreditato di grandi miracoli in vita tanto da essere , poi, essere stato il primo Santo non martire proclamato dalla Chiesa. Il Legame di questa Festività con la cultura del vino, così importante e straordinariamente varia nel nostro Paese, è naturalmente dovuta al coincidere temporalmente con il periodo in cui i primi vini sono disponibili per le tavole e fu definitivamente sancita dalla nota lirica di G.Carducci "San Martino"

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La raccolta fondi si è concretizzata con le offerte dei presenti che hanno ricevuto una confezione contenente una selezione di pregiati vini del territorio tra cui il noto bianco "Cacchione" frutto dell'omonimo vitigno autoctono. Il socio Francesco Chiriatti, appassionato di enologia, ha illustrato le caratteristiche enogastronomiche di questo vino di antiche origini.

Nella striscia di terra che va da Anzio a Nettuno tra la Pontina e il mare compreso tra Torre Astura a sud e Torre Caldaia a nord, il vitigno tn DSCN0548Cacchione è coltivato da tempo immemore.  

Plinio lo cita come uva “pantastica”, uva pane, perché i contadini lo gustavano con il pane. Da questo antico vitigno si ricava un vino, dal sapore secco e con un profumo particolare che lo differenzia da altri vini laziali.

Probabilmente il vitigno attualmente coltivato deriva dalle stesse uve che, nelle stesse terre, erano coltivate in epoca romana, e forse il vino bevuto da Marco Tullio Cicerone nella villa di Torre Astura e da Caligola o Nerone nell’Antium romana non era tanto dissimile, salvo essere mescolato con acqua e miele come essi usavano per corregerne l'acidità.

 

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